Trip Into The Sound - La Musica Elettronica

Visto che tra gli articoli abbiamo iniziato a trattare anche concetti generali che stanno alla base della musica, ho pensato di scrivere una serie di articoli che parlino di musica elettronica, ovvero della musica che principalmente produciamo a casa nostra con i software, quali Reason. Comincerò oggi con una panoramica generale della musica elettronica, per poi continuare di volta in volta a trattare i generi che ne fanno parte, come sono nati, come si sono evoluti, e le caratteristiche che presentano nelle loro varie sfacettature che danno vita ad ulteriori sotto-generi.

La musica elettronica

Come si può capire dal nome, per musica elettronica si intende la musica prodotta con stumenti elettronici, ovvero musica non strumentale. Tecnicamente definita come Electronic Dance Music, questo tipo di musica abbraccia tutti quei generi che sono ricompresi nella musica dance realizzata con tecniche non strumentali. Ma iniziamo a parlare un po' di come è nato questo stile musicale.. Ancor prima della vera musica elettronica vi era un continuo e crescente desiderio dei compositori di trovare e provare nuove tecnologie da applicare a scopi musicali. Con l'invezione/scoperta delle registrazioni su nastro (che sviluppandosi diedero vita alla riproduzione tramite le ormai obsolete cassettine audio) a fine '800, iniziò a diffondersi nella Germania degli anni '30 una nuova tecnica di registrazione detta Musique Concrète: questo 'metodo' prevedeva l'utilizzo di spezzoni di suoni naturali ed industriali (spesso gli stessi rumori prodotti da dispositivi elettronici). Il compositore classico Karlheinz Stockhausen, iniziò a comporre veri e propri versi di musica elettronica e molti dei suoi ascoltatori gli riferirono che questo nuovo tipo di musica dava loro le sensazioni di spazio esterno.

Nel 1957 due nuovi strumenti interamente elettronici fecero il loro debutto, ma erano difficili da utilizzare, richiedevano molta preparazione ma soprattutto non era possibile produrre in tempo reale. Il primo strumento fu il computer, grazie ad un programma chiamato Music 1, sfruttato da alcuni compositori, mentre l'altro strumento fu il primo sintetizzatore elettronico; Chiamato RCA Mark II Sound Synthesizer , utilizzava un oscillatore a valvole ed incorporava il primo sequencer. A causa della difficoltà a comporre con questi 2 nuovi strumenti, la maggior parte dei compositori continuò a sfruttare anche negli anni '60 la Musique Concrète. Questa tecnica si rivelava però ancora difficile da utilizzare; La continua ricerca di nuove tecniche portò ad un intenso studio per lo sviluppo di sintetizzatori. Il primo sintetizzatore che utilizzò una tastiera era il Brainchild di Robert Moog. Su consiglio del compositore Deutsch, cercò di dare una struttura modulare ai sintetizzatori: erano presenti infatti oscillatori, filtri, generatori d'inviluppo e miscelatori, collegati tra di loro tramite dei cavetti; Il vantaggio principale stava nel fatto che questa struttura offriva una varietà timbrica data dalla possibilità di fare collagamenti diversi.

Verso la fine degli anni '60, con il continuo sviluppo della tecnologia, i sintetizzatori divennero sempre più economici e portatili, vennero adottati da molte rock band come i Genesis o i Pink Floyd; Ma chi probabilmente più di tutti ha contribuito alla diffusione della musica elettronica, sono i Kraftwerk, un gruppo tedesco di Dusseldorf fondato da due studenti, che ancora oggi sono considerati i pionieri della musica elettronica moderna. Anche l'industria cinematografica iniziò ad utilizzare sonorità elettroniche come colonne sonore dei film, vi porto ad esempio le soundtracks di Arancia Meccanica, Alien o Blade Runner...

Con il forte sviluppo tecnologico soprattutto degli anni '70-'80, i sintetizzatori analogici diventati ormai popolari, aprirono la via verso quelli digitali e verso i campionatori, permettendo così la graduale fusione di musica elettronica alla musica popolare: dalla continua sperimentazione di questo nuovo tipo di musica si arrivò alla nascita dei 2 principali generi di musica elettronica: House e Techno.

Con la continua evoluzione musicale (grazie soprattutto alle infinite nuove tecnologie), ed un insistente ricerca di sonorità innovative questi 2 generi si sono mescolati tra loro e con altri generi, dando vita a nuove correnti di musica elettronica: con l'inizio di un utilizzo massiccio di sintetizzatori per provare a modificare le comuni canzoni pop si arrivò al Synthpop, che in combinazione con sonorità della musica Industrial tedesca diede vita alla Trance; Questa a sua volta contaminò l'House nata a Chicago facendo nascere la Progressive; Sperimentando su base Techno invece si arrivò all'Hardcore, in Olanda. Ad oggi, in conseguenza di continue fusioni, le principali famiglie nate dalla musica elettronica sono: House music, Techno, Lounge, Trance, Drum'n Bass ed Hardcore, che a loro volta diedero sviluppo a sottogeneri che ne rapprensentano le varie sfacettature.

Continuando con una panoramica generale sulla musica elettronica, possiamo dire che deve la sua diffusione e continuo sviluppo alle discoteche. Con l'utilizzo di strumenti quali piatti, mixer ed equalizzatori il Dj riesce a manipolare i vari brani e creare particolari effetti propri di questo genere. Questo tipo di musica sfrutta la ripetizione di una serie ritmica durante la canzone, di battuta in battuta. A seconda dei vari generi vi è una fascia di bpm caratteristici, che vanno dai 105/110 dell'House ai picchi di 1000 bpm della Speedcore.

Dalla settimana prossima inizierò con un articolo per ogni genere, vedremo pian piano storia e caratteristiche di ogni singola corrente appartenente all'elettronica, cercando di spiegarne anche le differenze che presenta nelle sue sfacettature che danno vita ai sottogeneri....inizierò con la Lounge....spero di avervi interessati!!!